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	<description>navigare è filosofia, ma vagabondare è un'arte</description>
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		<title>Stiamo Tornando..</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 20:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcozp</dc:creator>
				<category><![CDATA[versoilvento]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-328" title="charliebrownbase" src="http://www.versoilvento.net/wp-content/uploads/2009/07/charliebrownbase-300x199.jpg" alt="charliebrownbase" width="300" height="199" /></p>
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		<title>i mestieri del mare (podcast)</title>
		<link>http://www.versoilvento.net/2009/01/04/i-mestieri-del-mare-podcast/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 19:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gnegno</dc:creator>
				<category><![CDATA[versoilvento]]></category>

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		<description><![CDATA[I mestieri del mare è il racconto a più voci dell&#8217;industria del mare.
Marinai, nostromi, direttori di macchina, comandanti e portuali narrano
del proprio lavoro descrivendo lo spazio liquido dell&#8217;attività
marittima e portuale.
Radio3- I mestieri del mare
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">I mestieri del mare è il racconto a più voci dell&#8217;industria del mare.<br />
Marinai, nostromi, direttori di macchina, comandanti e portuali narrano<br />
del proprio lavoro descrivendo lo spazio liquido dell&#8217;attività<br />
marittima e portuale.</span></p>
<p><a href="http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/imestieridelmare/index.cfm"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-size: small;">Radio3- I mestieri del mare</span></span></a></p>
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		<title>Albedo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 19:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aliante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero una nuova fisica dell’uomo.
L’albedo è una grandezza fisica poco conosciuta, è utilizzata da astronomi, fisici e ultimamente è entrata a far parte del patrimonio culturale degli ecologisti.
Molto semplicemente esprime la porzione di radiazione che viene riflessa da un corpo. Ci si riferisce normalmente alla radiazione luminosa. Un corpo che riflette tutta la radiazione incidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="MsoNormal"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ovvero una nuova fisica dell’uomo.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">L’albedo è una grandezza fisica poco conosciuta, è utilizzata da astronomi, fisici e ultimamente è entrata a far parte del patrimonio culturale degli ecologisti.<br />
Molto semplicemente esprime la porzione di radiazione che viene riflessa da un corpo. Ci si riferisce normalmente alla radiazione luminosa. Un corpo che riflette tutta la radiazione incidente avrà albedo 1, è il caso di un corpo perfettamente bianco. Un corpo che non ci rimanda nulla indietro avrà albedo 0, è il caso del corpo nero.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">I pianeti hanno la loro albedo, le foreste, la neve, le montagne, ecc. hanno la loro albedo.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Anche di un volto si può valutare l’albedo, si potrebbe dire che ogni razza ha un’albedo caratteristica.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">L’albedo media del Pianeta Terra è circa 0,4. Purtroppo questo valore sembra diminuire, segno che la Terra riflette meno la radiazione solare, con conseguente surriscaldamento del Pianeta.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La cosa interessante è che i fisici usano la grandezza suddetta per qualsiasi tipo di radiazione, inoltre il valore, essendo un rapporto, è “adimensionale”, un numero puro, quindi perch? non provare ad utilizzarla anche per una “radiazione” tipicamente umana: Il fluido emotivo.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Quando un essere umano proietta su un altro un flusso di emozioni, quanto ne viene restituito?</span></span></div>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Speriamo in una nuova “fisica” dell’uomo in cui il valore dell’albedo tenda ad 1.</span></span></p>
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		<title>Con i crauti, il dominio dei mari</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 19:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>duchessa</dc:creator>
				<category><![CDATA[versoilvento]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1768, il capitano James Cook ricevette dall’Ammiragliato inglese una nave di gran pregio, l’Endeavour, (molti anni dopo ispiro`il nome dello Space Shuttle Endeavour), e tre incarichi: portare a Tahiti
alcuni scienziati per osservare il passaggio del pianeta Venere sul disco solare, cercare la Terra Australe e far mangiare agrumi (di cui erano gia` note le proprietà` mediche) ma soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1768, il capitano James Cook ricevette dall’Ammiragliato inglese una nave di gran pregio, l’Endeavour, (molti anni dopo ispiro`il nome dello Space Shuttle Endeavour), e tre incarichi: portare a Tahiti<br />
alcuni scienziati per osservare il passaggio del pianeta Venere sul disco solare, cercare la Terra Australe e far mangiare agrumi (di cui erano gia` note le proprietà` mediche) ma soprattutto cavoli fermentati<br />
(crauti) all’equipaggio. 	Sembrava infatti che i marinai che abitualmente si nutrivano di crauti ( ricchi di vitamina C) non si ammalassero di scorbuto, la malattia che decimava gli equipaggi; ci voleva una conferma.<br />
Il riscontro fu positivo, infatti nel primo viaggio di Cook, nessuno dei naviganti si ammalo`, anche se fu duro convincere la ciurma inglese a mangiare quel cibo prediletto dai tedeschi.</p>
<p><span id="more-264"></span></p>
<p>Il 13 aprile 1769, Cook giunse nell’isola di Tahiti e dovette emanare ordini severissimi per non farsi…schiodare la nave: gl’indigeni non conoscevano il ferro e offrivano qualunque cosa per un semplice chiodo. Qui costrui` un piccolo forte e osservatorio per studiare il transito dei due pianeti, ma a causa della mancanza di una strumentazione scientifica precisa non fu in grado di misurarlo con esattezza.</p>
<p>Finalmente sbarco` in Australia, poco a Sud dell’attuale porto di Sidney. Vi incontro` un animalea quattro zampe che saltellava, e domando` agli indigeni:</p>
<p>- Come si chiama?</p>
<p>- Kan Ghu Ru &#8211; risposero (dando cosi` origine alla parola kangaroo), che nella loro lingua significava “non ti capiamo”. E canguro e` rimasto.</p>
<p>Cook con l’aiuto di un nativo tahitiano esploro` larghi tratti della costa orientale australiana approdando successivamente in Nuova Zelanda. Pur giungendo secondo, dopo Abel Tasman , scopri` lo stretto di Cook che separa l’Isola del Nord dall’Isola del Sud. Quindi si reco` nuovamente in Australia dove localizzo` la grande barriera corallina.</p>
<p>Compiendo un secondo viaggio perlustro` l’immensita` del Pacifico, insieme ad altri studiosi a bordo, intenti a collaudare uno strumento segnatempo che permetteva di calcolare con facilita` e precisione la misura delle longitudini: ormai l’esplorazione si rilevava con criteri scientifici, eravamo in piena epoca Illuminista.</p>
<p>In un terzo viaggio il grande navigatore attraverso`l’Oceano Pacifico spingendosi fino in Alaska, tracciando le mappe costiere dalla California allo Stretto di Bering. Fu inoltre il primo a raccontare nei suoi diari del surf. Ma lo stretto di Bering nonostante svariati tentativi si rivelo` per Cook impenetrabile, fu ripetutamente respinto dai ghiacci. Nel 1779 ritorno` alle isole Hawaii, dopo averle gia` scoperte nel 1778, e vi fu ucciso a causa di una scaramuccia con la popolazione autoctona (la stessa fine toccata a Magellano due secoli prima!).</p>
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		<title>T-Boat</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 19:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aliante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho incontrato la barca sicura di Ernesto Tross Girando per gli enormi spazi del Bigblu, tra barche da sogno e … barche da sogno, scorgo la sagoma di un grosso oggetto metallico argentato.
“ Francesco: ma hanno portato anche un sommergibile?”
Francesco si volta distrattamente e come “l’oggetto” entra nel suo capo visivo ha un sussulto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ho incontrato la barca sicura di Ernesto Tross</span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Girando per gli enormi spazi del Bigblu, tra barche da sogno e … barche da sogno, scorgo la sagoma di un grosso oggetto metallico argentato.<br />
“ Francesco: ma hanno portato anche un sommergibile?”<br />
Francesco si volta distrattamente e come “l’oggetto” entra nel suo capo visivo ha un sussulto di gioia ed esclama: “ma quello e’ l’Orso grigio!”<br />
Una rapida corsa e ci troviamo di fronte all’Orso Grigio, in realtà scopriremo che è l’Orso Bianco il suo successore, con tanto di Ernesto Tross davanti.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
<span id="more-260"></span> Due miti contemporaneamente!<br />
Ernesto Tross è il Moitessier Italiano, grande navigatore e progettista d’imbarcazioni.<br />
La barca che abbiamo davanti è la realizzazione della sua filosofia progettuale:<br />
LA BARCA SICURA.<br />
Chi legge Bolina conosce il percorso del grande navigatore per realizzare una barca sicura e inaffondabile, percorso che lo ha portato a costruire “Orso Grigio” la barca con cui naviga attualmente, ma vederla con i propri occhi è veramente un’altra cosa.<br />
Saliamo a bordo dove un giovanissimo ingegnere, con gli occhi febbricitanti dalla gioia, ci &#8220;inizia&#8221; ai segreti di Tross.<br />
La barca è l’evoluzione dell’ Orso Grigio e porta con se tutta l’esperienza della progenitrice.<br />
E’ tutta in alluminio elettrosaldato. Se non ci fosse il timone, ad uno sguardo distratto, si potrebbe confondere la prua con la poppa, infatti la prua è tagliata a T come una portaerei (da qui il nome di T-BOAT) con un duplice vantaggio: Il primo è che ormeggiando (rigorosamente di prua) anche se si urta il molo non succede nulla, perlomeno alla barca, forse il molo avrà bisogno di un restauro, il secondo è che l’imbarco dell’equipaggio è comodissimo, potrebbe salire  bordo anche un cavallo!<br />
Chiedo: “Ma la leggenda dell’eliminazione della randa?”<br />
Nessuna leggenda, il boma è pericoloso quindi va eliminato.<br />
“ E l’armo?”<br />
Albero spostato verso poppa con tre fiocchi inferiti su tre stralli agganciati a tre lande, una vicina a l’albero, una intermedia e una a prua. Sul primo strallo, ancorato a metà albero, il fiocco da tempesta. Vorrei parlarvi della bellezza degli stralli: Cavi di acciaio zincato da 12mm. agganciati alle lande con tornichetti da nave.<br />
“L’andatura migliore?”<br />
“Traverso”<br />
“Certo non stringerà molto la bolina?”<br />
“E allora?”. Boccaccia mia risparmiati certe domande.<br />
La deriva è mobile e scorre attraverso una cassa stagna che attraversa l’interno della barca, pescaggio ridottissimo con la deriva alzata. Arrivi dovunque!<br />
“Motore?”<br />
“Fuoribordo”.  “Fuoribordo!”. “Certo, asse dell’elica = possibile passaggio acqua.” E che gli dici!<br />
A questo punto ti venisse in mente di mettere le prese a mare sull’opera viva, tutti “buchi” da dove può entrare acqua. Sifoni e si esce sull’opera morta.<br />
La battagliola è una ringhiera vera e propria con tanto di squadre di rinforzo.<br />
Il pozzetto è piccolo e profondo, l’uomo a mare è meglio farlo con un parabordo quando prendi la patente nautica!<br />
L’interno è qualcosa di spettacolare, un incrocio tra  una cucina hi tech e un U-BOAT della seconda guerra mondiale, stufa a kerosene, fornelli a petrolio.<br />
La zavorra è in pani di piombo, se t’incagli pesantemente la togli! E che gli dici!<br />
La cala vele è separata dal resto con una porta tagliafuoco da nave, in caso d’improbabile sfondamento a prua la galleggiabilità è assicurata.<br />
Un ultimo commovente particolare, la postazione da tempesta davanti al tavolo da carteggio ha delle cinture aeronautica a cinque punti, quelle da acrobazia aerea per intenderci…La dice lunga su cosa può affrontare in mare l’Orso Bianco!</span></span></p>
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		<title>crema &#8220;gaia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 19:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortomaltese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cambusa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;torno a casa tardi e non mi va di cucinare&#8230;..
fa un po freddo e non mi va di mettermi ai fornelli per prepararmi qualcosa da smangiucchiare e allora la pigrizia mescolata alle scarse riserve della cambusa e alla piu&#8217; alta tecnologia si uniscono nell alchemico paiolo ed ecco qua&#8217; la cenetta e&#8217; pronta:
ingredienti:

1 finocchio grande  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">&#8230;torno a casa tardi e non mi va di cucinare&#8230;..<br />
fa un po freddo e non mi va di mettermi ai fornelli per prepararmi qualcosa da smangiucchiare e allora la pigrizia mescolata alle scarse riserve della cambusa e alla piu&#8217; alta tecnologia si uniscono nell alchemico paiolo ed ecco qua&#8217; la cenetta e&#8217; pronta:</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">ingredienti:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">1 finocchio grande  </span></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">parmigiano </span></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">pecorino  </span></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">olio  sale   pepe  </span></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">curry  </span></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">prezzemolo</span></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">aceto  balsamico</span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">tagliare a dadini il finocchio e metterlo in un pirex con coperchio aggiungendo 4 cucchiai di acqua, chiudere il tutto nel forno a microonde per 6 minuti alla max potenza ( per il mio 850w ).<br />
</span></span><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">nel frattempo mettene nel contenitore del frullatore o del minipimer delle scaglie di parmigiano e pecorino, un po di sale , pepe e dopo la cottura aggiungete il finocchio. iniziate a frullare il tutto aggiungendo olio e prezzemolo fresco e un po di curry.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">tostate del pane o spadellatelo con un po&#8217; di olio e sistematelo sul fondo di una scodella, portate in tavola e servite &#8220;colando&#8221; la crema direttamente davanti al vostro ospite.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">verra&#8217; stupito dalla destrutturazione dell&#8217; ingrediente principe della ricetta ( dov&#8217;e&#8217; finito il finocchio?) , ma soprattutto dai profumi che sprigionera&#8217; la piccola cascata biancoverde che &#8220;macchierete&#8221; ad arte con poche goccie di olio e aceto balsamico.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">il segreto della ricetta e&#8217; nelle mani degli antichi alchimisti&#8230;.nessuno ancora si spiega perche&#8217; dopo una scodella di crema gaia gli animi si sollevano e si e&#8217; piu&#8217; vicini allo spirito allegro dell&#8217;universo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Gnamme!</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>In viaggio, Bologna:</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 18:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eccomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[versoilvento]]></category>

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		<description><![CDATA[Presa dall’entusiasmo , sulla scia dell’ormai dilagante moda di ebay , mi sono imbarcata in un viaggio con meta Bologna per ritirare una poltroncina vintage che mi ero aggiudicata tempo fa ad un’asta per la modica cifra di 25 euro. Partenza ore 7,00 per buona grazia della padrona dell’oggetto che non poteva aspettare troppo.. in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Presa dall’entusiasmo , sulla scia dell’ormai dilagante moda di ebay , mi sono imbarcata in un viaggio con meta Bologna per ritirare una poltroncina vintage che mi ero aggiudicata tempo fa ad un’asta per la modica cifra di 25 euro. Partenza ore 7,00 per buona grazia della padrona dell’oggetto che non poteva aspettare troppo.. in fondo che ci vuole  ad arrivare a Bologna.. ma non importava.. quell’oggetto doveva essere mio!<br />
Viaggio devo dire molto gradevole, giornata fredda caratterizzata da una decisa tramontana che spazzando le nuvole aveva reso il cielo terso , di un azzurro deciso che si contrastava con il verde delle colline e i mille colori di una primavera che si preparava ad arrivare .</span></p>
<p><span><span id="more-253"></span><br />
Arrivo a Bologna alle ore 10,45 . Dalla signora una mezz’oretta più tardi.. devo dire un pochino fuori mano! Dopo aver caricato la mia splendida poltrona , che ho veramente conquistato a fatica, mi sono diretta alla volta del centro storico.<br />
Bologna è una città bellissima nota per le sue torri e i suoi molteplici e lunghi portici che la caratterizzano ( unico neo di questi ultimi a mio parere è che contribuiscono a mantenere la temperatura dell’aria decisamente bassa.. per vedere uno spicchio di sole bisogna praticamente mettersi in mezzo alla strada )   sede di un’antichissima università ospita numerosi studenti che vivacizzano la sua vita sociale . La sua tradizione gastronomica e quella della regione in cui si trova è nota veramente a tutti. Da non confondere con la cucina romagnola ..una volta ci ho provato e la mamma di un mio amico per l’appunto romagnola mi ha ripreso in maniera decisa.. Sia mai!!!!!  Mi sono in seguito fatta perdonare rendendo onore alle pietanze che aveva preparato (non mi è riuscito particolarmente difficile era tutto squisito e abbondante ) Il piatto per eccellenza , per il quale è famosa , è costituito dai  tortellini ,o volendo dalle tagliatelle ,entrambi rigorosamente conditi con un superbo ragù . L’arte della sfoglia . Tradizioni che mi fanno pensare alle nonne , ai pranzi della domenica,alle riunioni di famiglia a come veramente il cibo riunisca tutto e tutti. Quando ci si siede a tavola si lascia tutto alle spalle.. vabbè tornando alla mia gita.. mi sono fermata a mangiare in un bel ristorantino “la Teresina “ sito in pieno centro . L’ambiente è accogliente si mangia sia carne che  pesce ,ho visto ordinare quest’ultimo da molte persone in sala quindi suppongo sia molto buono. Io ho puntato su un menù decisamente di terra  iniziando con una cosa che mi è piaciuta veramente molto e che proverò a rifare quanto prima :un “Tortino di patate su letto di zucca”. Voto 8. Si tratta di un tortino fatto con una purea di patate insaporita con formaggio,con sopra delle cipolle rosse stufate e delle foglie di spinaci ( piccola variante ,secondo me buona ,si possono sostituire le foglie di spinaci con delle foglie di basilico ..) su una purea di zucca che doveva essere credo di qualità mantovana. Trattasi a mio parere della zucca per eccellenza : gialla, con polpa dolce , soda, povera di acqua, ottima per fare i Tortelli ma anche la Crema di zucca o la Lasagna ( due dei miei piatti di battaglia). Leggevo su un articolo che è tra le varietà di ortaggi e frutti che stanno scomparendo,questo è un vero peccato,oltre a provare e apprezzare i vari tipi di cucina internazionale che stanno prendendo piede in Italia , dovremo anche conservare gelosamente il patrimonio e le tradizioni della cultura del nostro paese.</span></p>
<p class="MsoBodyText"><span>Io nel mio piccolo contribuisco ..infatti ,tra una meditazione sull’argomento e l’altra,ho proseguito con un ottimo primo piatto di tortelli per finire poi con un tiramisù direi buono. Diciamo che per me, per arrivare all’elevazione agli onori divini del tiramisù, il top è gustarlo da “Pompi “ (Roma) noto appunto per la preparazione di questo dolce.</span></p>
<p class="MsoBodyText"><span>Il ristorante comunque è decisamente da consigliare. </span></p>
<p class="MsoBodyText"><span>Ovviamente la poltrona è stata una scusa per fare una bella gita (cara m’è costata!!!! ) di cui avevo proprio bisogno,in una regione che ,per affabilità delle persone , bellezza dei paesaggi e genuinità delle tradizioni, trovo meravigliosa.</span></p>
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		<title>Nippomania!</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 18:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eccomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[perchè no..al ritorno da una gita in barca..
La mia passione per la cucina giapponese è iniziata ormai quasi 20 anni fa…(ne avevo solo 14&#8230;.).quando per caso sono entrata in un famosissimo ristorante del centro..sono rimasta subito colpita dalla cura con la quale venivano presentati i piatti ..l’estetica ricopre un ruolo fondamentale.. dalla disposizione e decorazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">perchè no..al ritorno da una gita in barca..</span></span></p>
<p class="MsoBodyText"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La mia passione per la cucina giapponese è iniziata ormai quasi 20 anni fa…(ne avevo solo 14&#8230;.).quando per caso sono entrata in un famosissimo ristorante del centro..sono rimasta subito colpita dalla cura con la quale venivano presentati i piatti ..l’estetica ricopre un ruolo fondamentale.. dalla disposizione e decorazione di ogni ingrediente alle singole forme di piatti,ciotole e porcellane.. ormai diventato di gran moda questo stile ,minimalista e raffinato, è entrato prepotentemente sulle tavole di tutto il mondo.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> <span id="more-251"></span>Al sapore nuovo e al fatto che la maggior parte delle portate venga proposta cruda ci si abitua lentamente,ma con il tempo si impara ad assaporare a fondo il cibo ..senza fretta.. aiutati forse dall’uso degli ASHI ovvero le bacchette.. e soprattutto dal fatto che il piatto forte dei giapponesi è costituito dal Gohan ovvero dal riso che gli orientali usano al posto del pane. Connubio infernale per noi italiani!!Oltre  al riso la cucina giapponese prevede l’utilizzo di verdure , di pesce , di carne (devo dire poca ) e della soia ,ricchissimo sostituto nutritivo di quest’ultima .In generale è un tipo di alimentazione leggera e povera di grassi.  ..sono così tante le cose che potrei dire su questo argomento e altrettante quelle che continuo a scoprire.. ma temo che tanti di voi, leggendo e andando oltre le mie imprecisioni grammaticali,penseranno…”MA DUE SPAGHI NO?!?!”…a chiunque di voi lo pensi…dico…avete ragione un mega piatto di carbonara o di parmigiana ci sta veramente sempre bene!! Parlerò in seguito anche di questo…ma ora per proseguire un discorso iniziato qualche giorno fa con alcuni amici davanti ad un “  ponte “ di sushi.. Vorrei iniziare questa mia avventura nel “vento” proprio dal mare…beh.. non proprio come lo intende un appassionato velista.. un mare che è libertà,infinito… vorrei solo suggerire un fantastico ristorante ( si ..lo so.. meno poetico.. ma quando si tratta di mangiare…proprio il mare di cui sopra stimola quel non so che di…FAME!!!…quindi credo che un indirizzo in più faccia sempre comodo!) come si dice ora “ fusion ” ,ovvero una fusione di cucina giapponese e tradizionale,quindi un po’ per tutti.. appassionati e non! Ce ne sarebbero veramente tanti da consigliare,ma la comodità di questo è che si trova di fronte al porto turistico di Fiumicino, se al ritorno da una gita in barca vi venisse voglia di provare qualcosa di nuovo&#8230;Il locale ( The guru lounge ) è molto “ruffiano”.. nel senso buono del termine.. ovvero un posto (e parlo per gli ultimi superstiti cavalieri …esemplari decisamente in via di estinzione di cui è meglio non aprire una parentesi che sarebbe troppo amara…),dove poter cenare in piacevole compagnia con un sottofondo musicale soft,sapientemente arredato con cura, colori caldi delle terre e luce soffusa beh…direi un insieme fantastico per gli occhi e per lo spirito oltre che per lo stomaco!!. L’ambiente è diviso in più settori:c’è la sala in cui poter mangiare su comodi lettoni (consiglio di mangiare poco…la sonnolenza potrebbe incombere insieme ad una non bella figura in caso di serata galante..) il Sushi bar dove poter appagare la curiosità di vedere all’opera lo chef ,lo Zen garden decisamente più indicato nelle sere d’estate.. si tratta infatti del giardino del ristorante in cui mangiare su ampi cuscini posti in terra…Insomma.. da provare!Farete veramente un figurone!!!!!</span></span></p>
<p class="MsoBodyText"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Io mi sono trovata molto bene.. Chi mi conosce sa che in materia di cibo non ho mai deluso nessuno…soprattuutto nel consigliare ristoranti,trattorie,pizzerie,tavole calde,kebab-ari (di cui potrei scrivere veramente un&#8217;altro lungo capitolo..)..insomma di tutti quei posti dove rigenerare lo spirito il corpo e la mente..a chiunque volesse un consiglio non c&#8217;è che da chiedere!</span></span></p>
<p class="MsoBodyText"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a href="http://www.thegurulounge.net/"></a></span></span></p>
<p class="MsoBodyText"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">ITADAKIMASU (OVVERO BUON APPETITO!)</span></span></p>
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		<title>&#8220;crabbed&#8221; approach</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 18:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aliante</dc:creator>
				<category><![CDATA[versoilvento]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero non può esserci sempre calma di vento&#8230;
Giornata splendida, il giorno prima, quelli bravi, sfruttando il forte grecale hanno fatto volo d’onda. Il vento oggi è in attenuazione ma sempre tra i dieci e i venti nodi e in rotazione.
Chi torna dai primi voli della mattina dice che si sale ma l’aria è turbolenta.
Verso le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="MsoNormal"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Ovvero non può esserci sempre calma di vento&#8230;</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Giornata splendida, il giorno prima, quelli bravi, sfruttando il forte grecale hanno fatto volo d’onda. Il vento oggi è in attenuazione ma sempre tra i dieci e i venti nodi e in rotazione.<br />
Chi torna dai primi voli della mattina dice che si sale ma l’aria è turbolenta.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Verso le 13:00 L.T. il vento ha cambiato direzione: 10 nodi da 180, direi ostro.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Vento in coda, decollo lungo! Portiamo gli alianti in fondo al campo, Whisky Oscar è disponibile.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Mi faccio una domanda e mi do una risposta: vado!</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Controlli effettuati, mi sistemo nell’abitacolo, uno dei nostri istruttori, sempre attenti e disponibili mi dice: stringi bene le cinture. …Ecco appunto.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Traina Roberto, un vero artista dell’aria ma anche artista nella vita.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Roberto: volo di allenamento portami in una zona non troppo turbolenta, mi guarda e risponde: forse è un po’ meglio a ovest del campo. Solo un pò?…Ecco appunto.<br />
Corsa di decollo più lunga del solito ma nulla di più, superati i 50 metri cominciano le danze, sembra di essere all’interno di un grosso shaker montato su un vagone delle montagne russe, impegnativo e divertente il traino.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">600 metri QFE, sento una mano gigantesca che mi solleva… Qui capace che salgo pure io!</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Pomello giallo, Roberto scende come uno Stukas io viro a destra e vado a cercare la grande mano e la trovo, ma ha pensato bene di cambiare direzione. Variometro a fondo scala… Negativo!</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Così t’impari a fare il gradasso e a sganciare presto.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">A 300 metri si potrebbe risalire, ma sicurezza al primo posto! Entro in procedura .</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Rieti radio Whisky Oscar virando in finale. Whisky Oscar la 16 sinistra e’ libera 15 nodi con raffiche fino a 18 da 200…Ecco appunto.</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Come dice Stefano,il mio istruttore, ragionare a voce alta. Incremento la velocità vista la componente frontale, piccola virata per impostare l’angolo di deriva e contrastare lo scarroccio dovuta alla componente al traverso, pochi diruttori (la prossima volta conviene anticipare la virata base). E’ bellissimo scendere con il baricentro allineato con l’asse pista e la prua orientata verso il vento, comunque a questo punto meglio cercare la terra, diruttori fuori, richiamata e piede per allinearsi con l’asse pista, breve corsa di atterraggio, fermi!</span></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">A proposito perchè crabbed approach. Avete mai visto correre un granchio lungo la spiaggia? </span></span></div>
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		<title>Andare verso il vento</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 18:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>duchessa</dc:creator>
				<category><![CDATA[versoilvento]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari Navigatori di Verso il Vento, sono Duchessa,
questo e` il mio articolo d&#8217;esordio nel quale vorrei raccontarvi alcune mie riflessioni circa un film che mi ha colpito profondamente e del quale vi consiglio la visione; si tratta di &#8220;Into the wild&#8221;.
&#8221; Non conta essere forti, ma sentirsi tali&#8221; e` questo cio` che anima le decisioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Cari Navigatori di Verso il Vento, sono Duchessa,</span></span></div>
<div><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;">questo e` il mio articolo d&#8217;esordio nel quale vorrei raccontarvi alcune mie riflessioni circa un film che mi ha colpito profondamente e del quale vi consiglio la visione; si tratta di &#8220;Into the wild&#8221;.</span></span></div>
<div><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;">&#8221; Non conta essere forti, ma sentirsi tali&#8221; e` questo cio` che anima le decisioni coraggiose e lo spirito libero del protagonista, un ragazzo di ventidue anni, nell&#8217; incessante ricerca dell&#8217;essenza di se stesso e della sua liberta`. E` un film introspettivo, epico che ha come tematica principale l&#8217;utopia di perseguire quei valori autentici che caratterizzano, accomunano e danno un senso all&#8217;esistenza dell&#8217;Uomo. Un film sulla ricerca della verita`, su cosa serve realmente nella vita; una fuga dal futile, dal superfluo, dalla banalita`, dalle convenzioni specifiche della vita nella societa` contemporanea. Il protagonista pensa di poter realizzare tutto questo immergendosi ,Solo, &#8220;Into the wild&#8221;( nelle terre selvagge dell&#8221;Alaska), andando Verso e Contro il Vento, in terre ostili dove la bellezza e l&#8217;onnipotenza di una Natura incontaminata regnano sovrane. Si priva di sicurezze e comodita` ma e` libero, va Verso il Vento. Verso la liberta`, verso l&#8217;ignoto, portando con se` solo i veri strumenti sui quali egli ha costruito i suoi i ideali, i libri, quelli di avventura nei quali gli unici protagonisti sono l&#8217;Uomo e la Natura. Ma se da un lato le letture gli consentono di raggiungere la forza interiore per approdare in questi luoghi mitici in completa solitudine,al contempo evidenziano anche, il limite di tutto questo, poiche` alla fine il nostro protagonista comprende che anche la felicita` piu` assoluta necessita di condivisione, cosi` appartiene alla Natura Umana. Un viaggio nel quale per giungere a questa consapevolezza fa il vuoto intorno a se`, andando verso l&#8217;ignoto, l&#8217;incommensurabile, simile al viaggio che intraprese Ulisse navigando verso le Colonne D&#8217;Ercole, per il bisogno insopprimibile che ha l&#8217;Uomo di misurare i propri limiti. E` una ricerca antica e` l&#8217;essenza del Vivere dell&#8217;Uomo. Il tutto e` rappresentato magicamente nella scelta dei personaggi, attraverso la proiezione d&#8217;immagini di una natura mozzafiato ed infine nella scelta di una colonna sonora davvero toccante.</span></span></div>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></p>
<div><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Verso il vento, Duchessa</span></span></div>
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